Intervista

​L’AMORE CHE VA OLTRE: INTERVISTA A OLIVIA GOBETTI SUL SUO NUOVO ROMANZO “SORELLE PER LA CODA”

07:43


​​L’AMORE CHE VA OLTRE: INTERVISTA A OLIVIA GOBETTI SUL SUO NUOVO ROMANZO “SORELLE PER LA CODA”
Di Anna Silvia Angelini 
12 Ottobre 2026

​​Scrittrice, giornalista e volto noto della televisione e della radio, Olivia Gobetti vanta una carriera ricca di successi. Ha condotto celebri programmi TV della Rai e di Mediaset, tra cui “Sereno Variabile” su RaiDue e “Sabato 4” su Rete 4, oltre a diverse trasmissioni radiofoniche per Radio Rai e network nazionali. Autrice di apprezzati romanzi e raccolte (tra cui Vorrei fosse domani, La donna di vetro e 500 aforismi in altalena), torna in libreria con la sua ultima opera, “Sorelle per la coda” (Armando Editore).
​Dare voce a chi non ce l'ha, esplorare la profondità dei legami affettivi che ci uniscono agli animali e offrire una chiave consolatoria per affrontare la perdita di un amico a quattro zampe: in questa intensa intervista, l'autrice ci racconta la genesi e il significato profondo di un romanzo formativo e toccante, che guarda al mondo attraverso gli occhi e il cuore delle sue protagoniste, Kelly e Zoe.


Olivia, ogni libro nasce da un’esigenza interiore o da un'intuizione profonda. Qual è stata la spinta fondamentale che ti ha portato a scrivere "Sorelle per la coda"?
​Prima di iniziare la scrittura di un nuovo libro, c’è una domanda che mi pongo, sempre la stessa, da diversi anni a questa parte: “quale storia vorresti trovare in libreria che ancora non sia stata scritta, ma che ti fa sentire l’urgenza di leggere?”
​Questa volta la risposta non si è fatta certo aspettare, arrivando puntuale e convincente, perché da molto tempo ormai, una vocina interiore mi suggeriva l’urgenza di dare voce alle creature più pure del Creato, le più fragili e indifese: gli animali.
​Non riesco a tollerare la violenza nei loro confronti, compresi gli abbandoni. Oggi più che mai, perché purtroppo existe e resiste una parte di umanità che non si limita a detestarli, ma gioisce, compiacendosi, facendo loro del male. La storia di Kelly e Zoe vuole rendere giustizia a chi non ha voce, restituendo quella meritata dignità dei sentimenti di cui queste creature sono capaci, attraverso il loro punto di vista.

​Nel tuo percorso narrativo la verità dei sentimenti gioca un ruolo centrale. Quanto ha inciso la tua esperienza espressiva nel bilanciare la realtà dei fatti e l'emotività della finzione letteraria?
​La cronaca non può essere creativa, perché a parlare devono essere solo i fatti. Un romanzo, al contrario, richiede una grande apertura alle emozioni, private di qualsiasi forma di tabù e pudore. L’obbligo di uno scrittore è la sincerità, soprattutto se racconta la vita, entrando in ogni sua sfumatura. Se questa sincerità non viene percepita dal lettore, difficilmente questo si appassionerà alla storia.
​Il mio stile narrativo non è mai stato condizionato, anzi, ti posso confermare che fin dal mio primo romanzo, ho cercato di creare personaggi con un’anima che potesse riflettere, nel bene o nel male, le caratteristiche umane che conosciamo, trascinando così il lettore, direttamente nella storia, come se egli stesso ne facesse parte.

​Il rapporto con gli animali sembra rivelarsi in queste pagine come una vera scuola di empatia e di rispetto. Quanto c'è della tua storia personale in questo messaggio?
​“Sorelle per la coda” desidera essere una storia formativa che aiuti a sviluppare l’empatia, e a comprendere il valore della responsabilità, quella che tutti noi dovremmo avere verso gli animali. Personalmente, fin dai miei primi anni di vita, sono vissuta circondata da cani e gatti. Credo che loro siano stati per me dei grandi e capaci insegnanti; posso confessarti che, in gran parte, devo a loro la mia capacità di scrivere storie con il cuore aperto. Mi hanno insegnato che, pur appartenendo a razze differenti, i sentimenti che provavamo erano esattamente gli stessi.
​Sì, se riusciamo a comprendere questo, l’empatia nei loro confronti è in grado di amplificare il rispetto anche per gli esseri umani. Come dico spesso, chi non ama gli animali non ama nessuno veramente. Nemmeno sé stesso.

​Uno dei temi più delicati del libro è l'elaborazione del lutto e del distacco dai nostri compagni di vita. Qual è il messaggio di speranza che speri arrivi a lettori di ogni età?
​Sorelle per la coda è un romanzo trasversale, adatto a ogni età. Quando un amico fedele a quattro zampe ci lascia entrando in una dimensione diversa dalla nostra, la sofferenza è enorme, ma in questa storia viene offerta una chiave delicata, non traumatica, per comprendere e superare il concetto della perdita attraverso una lettura profundamente consolatoria e spirituale, in grado di dare vita a una nuova serenità, quella dei legami più sinceri e importanti. Quelli che nessuno mai riuscirà a spezzare.
​Chi si affezionerà alla storia di Kelly e Zoe, conserverà nel cuore questo sentimento legato alla rassicurante consapevolezza di un amore che si rinnova, giorno dopo giorno. Per tutta la vita. E anche oltre.

​La conversazione con Olivia Gobetti ci lascia una riflessione profonda: la sensibilità verso le creature più fragili è il vero specchio della nostra umanità. “Sorelle per la coda” si conferma un’opera intensa e necessaria, capace di parlare al cuore di tutti noi e di ricordarci che i legami d'amore più autentici superano ogni confine e non conoscono la parola fine.
​
​Scrittrice, giornalista e volto noto della televisione e della radio, Olivia Gobetti vanta una carriera ricca di successi. Ha condotto celebri programmi TV della Rai e di Mediaset, tra cui “Sereno Variabile” su RaiDue e “Sabato 4” su Rete 4, oltre a diverse trasmissioni radiofoniche per Radio Rai e network nazionali. Autrice di apprezzati romanzi e raccolte (tra cui Vorrei fosse domani, La donna di vetro e 500 aforismi in altalena), torna in libreria con la sua ultima opera, “Sorelle per la coda” (Armando Editore).
​Dare voce a chi non ce l'ha, esplorare la profondità dei legami affettivi che ci uniscono agli animali e offrire una chiave consolatoria per affrontare la perdita di un amico a quattro zampe: in questa intensa intervista, l'autrice ci racconta la genesi e il significato profondo di un romanzo formativo e toccante, che guarda al mondo attraverso gli occhi e il cuore delle sue protagoniste, Kelly e Zoe.

​Olivia, ogni libro nasce da un’esigenza interiore o da un'intuizione profonda. Qual è stata la spinta fondamentale che ti ha portato a scrivere "Sorelle per la coda"?
​Prima di iniziare la scrittura di un nuovo libro, c’è una domanda che mi pongo, sempre la stessa, da diversi anni a questa parte: “quale storia vorresti trovare in libreria che ancora non sia stata scritta, ma che ti fa sentire l’urgenza di leggere?”
​Questa volta la risposta non si è fatta certo aspettare, arrivando puntuale e convincente, perché da molto tempo ormai, una vocina interiore mi suggeriva l’urgenza di dare voce alle creature più pure del Creato, le più fragili e indifese: gli animali.
​Non riesco a tollerare la violenza nei loro confronti, compresi gli abbandoni. Oggi più che mai, perché purtroppo existe e resiste una parte di umanità che non si limita a detestarli, ma gioisce, compiacendosi, facendo loro del male. La storia di Kelly e Zoe vuole rendere giustizia a chi non ha voce, restituendo quella meritata dignità dei sentimenti di cui queste creature sono capaci, attraverso il loro punto di vista.

​Nel tuo percorso narrativo la verità dei sentimenti gioca un ruolo centrale. Quanto ha inciso la tua esperienza espressiva nel bilanciare la realtà dei fatti e l'emotività della finzione letteraria?
​La cronaca non può essere creativa, perché a parlare devono essere solo i fatti. Un romanzo, al contrario, richiede una grande apertura alle emozioni, private di qualsiasi forma di tabù e pudore. L’obbligo di uno scrittore è la sincerità, soprattutto se racconta la vita, entrando in ogni sua sfumatura. Se questa sincerità non viene percepita dal lettore, difficilmente questo si appassionerà alla storia.
​Il mio stile narrativo non è mai stato condizionato, anzi, ti posso confermare che fin dal mio primo romanzo, ho cercato di creare personaggi con un’anima che potesse riflettere, nel bene o nel male, le caratteristiche umane che conosciamo, trascinando così il lettore, direttamente nella storia, come se egli stesso ne facesse parte.

​Il rapporto con gli animali sembra rivelarsi in queste pagine come una vera scuola di empatia e di rispetto. Quanto c'è della tua storia personale in questo messaggio?
​“Sorelle per la coda” desidera essere una storia formativa che aiuti a sviluppare l’empatia, e a comprendere il valore della responsabilità, quella che tutti noi dovremmo avere verso gli animali. Personalmente, fin dai miei primi anni di vita, sono vissuta circondata da cani e gatti. Credo che loro siano stati per me dei grandi e capaci insegnanti; posso confessarti che, in gran parte, devo a loro la mia capacità di scrivere storie con il cuore aperto. Mi hanno insegnato che, pur appartenendo a razze differenti, i sentimenti che provavamo erano esattamente gli stessi.
​Sì, se riusciamo a comprendere questo, l’empatia nei loro confronti è in grado di amplificare il rispetto anche per gli esseri umani. Come dico spesso, chi non ama gli animali non ama nessuno veramente. Nemmeno sé stesso.

​Uno dei temi più delicati del libro è l'elaborazione del lutto e del distacco dai nostri compagni di vita. Qual è il messaggio di speranza che speri arrivi a lettori di ogni età?
​Sorelle per la coda è un romanzo trasversale, adatto a ogni età. Quando un amico fedele a quattro zampe ci lascia entrando in una dimensione diversa dalla nostra, la sofferenza è enorme, ma in questa storia viene offerta una chiave delicata, non traumatica, per comprendere e superare il concetto della perdita attraverso una lettura profundamente consolatoria e spirituale, in grado di dare vita a una nuova serenità, quella dei legami più sinceri e importanti. Quelli che nessuno mai riuscirà a spezzare.
​Chi si affezionerà alla storia di Kelly e Zoe, conserverà nel cuore questo sentimento legato alla rassicurante consapevolezza di un amore che si rinnova, giorno dopo giorno. Per tutta la vita. E anche oltre.

​La conversazione con Olivia Gobetti ci lascia una riflessione profonda: la sensibilità verso le creature più fragili è il vero specchio della nostra umanità. “Sorelle per la coda” si conferma un’opera intensa e necessaria, capace di parlare al cuore di tutti noi e di ricordarci che i legami d'amore più autentici superano ogni confine e non conoscono la parola fine.

                  Anna Silvia Angelini 

Potrebbero interessarti anche

0 commenti

ISCRIVITI

Iscriviti qui: subscribepage.io/aidenettuno

FACEBOOK