COMUNICATO STAMPA
IED ROMA: LA CITTÀ INSEGNA
Al via il ciclo di cinque lezioni all’aperto in alcuni degli storici scenari della Capitale organizzate dall ’Istituto Europeo di Design. Un nuovo modo di concepire e realizzare la didattica nel rispetto le misure didistanziamento sociale imposte dall’emergenza Covid-19.
Roma, 24 giugno 2020
Dopo mesi di didattica online, a causa dell’emergenza Covid-19, gli studenti dell’Istituto Europeo di Design tornano a incontrarsi e a fare lezione insieme. In alcuni degli storici scenari della Capitale e, soprattutto, nel rispetto delle Attuali misure di sicurezza. Il distanziamento verrà Infatti trasformato in opportunità nel corso del ciclo La città insegna che si articola in cinque lezioni all’aperto..L’iniziativa nasce dalla volontà di IED di Proporre ai suoi studenti
una nuova ed efficace modalità di formazione, sfruttando l’esigenza della distanza e convertendola in un’occasione di confronto e non di allontanamento. “L istruzione è un’esperienza che può avvenire ovunque se la si affronta con sguardo libero – afferma a proposito dell’iniziativa Laura Negrini, Direttore IED Roma. L’insegnamentoche la scuola trasferisce allo studente deve tradursi in una reale capacità di rapportarsi a contesti diversi e sempre più estesi , come quelli urbani, reagendo agli imprevisti e imparando davvero dal mondoDurante il ciclo La città insegna
e i suoi appuntamenti, che si concluderanno il 26 giugno, Roma diventerá luogo ideale per l’apprendimento dei giovanissimi creativi IED. Le lezioni verranno svolte con l’utilizzo di ricetrasmittenti personali, per assicurare il rispetto delle norme di distanziamento in vigore, e coinvolgeranno in senso ampio tutte le discipline che animano l’Istituto: design, moda, arti visive e comunicazione.Dallo studio del fregio della
Colonna di Traiano come spunto per studiare uno storyboard Pubblicitario si passerà così alla ricerca del significato semiotico di Ponte Sant’Angelo e delle sue dieci statue. Da uno shooting di moda realizzato all’interno del Parco degli Acquedotti si procederà allo studio delle texture delle piante e dei rapporti armonici della natura nell’ Orto Botanico.. L’idea di tramutare la città in un luogo di conoscenza, infine, si esprimerà attraverso un’azione prevista in Piazza del Campidoglio, dove saranno visualizzati strumenti di misurazione della distanza cautelativa, in grado di disegnare un ideale classe a cielo aperto, ovvero uno spazio da abitare che possa favorire la relazione e non l’isolamento.
CALENDARIO DELLE LEZIONI E CONTENUTI
MARTEDÌ 23 PARCO DEGLI ACQUEDOTTI
DE AQUAEDUCTU URBIS ROMAE (SUGLI ACQUEDOTTI DELLA CITTÀ DI ROMA)
Presieduto da
Flavia Liberatori - Fashion Stylist; Roberta Krasnig - Fashion Photographer
Un gruppo di studenti del corso di Fashion Stylist and Editor reinterpreta le collezioni di quattro diplomati in Fashion Design. I creativi IED, con il supporto della docente e stylist Flavia Liberatori, cureranno lo styling delle modelle che saranno poi immortalate in uno shooting fotografico dalla docente e fotografa di moda Roberta Krasnig.
MERCOLEDÌ 24 ORTO BOTANICO DI ROMA
DESIGN E GREEN
Presieduto da
Flavio Tarquini - Botanico, Responsabile dei Servizi Educativi presso il Museo Orto Botanico di Roma - Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza
Luigi Vernieri - Coordinatore corso Triennale in Grafica
Visitando l'Orto Botanico sarà realizzato un focus su come gli elementi naturali contengano forme costruttive geometriche. La relazione tra natura e design verrà "catturata" dai partecipanti che scatteranno fotografie con il proprio smartphone a foglie, cortecce, chiome di alberi per ridisegnarle successivamente a casa e riproporle come texture.
GIOVEDÌ 25 PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
ESPERIENZA OPEN AIR.
Presieduto da
Studio Orizzontale - Collettivo di architetti con base a Roma
La pandemia ci ha obbligato a un periodo di “cattività” all’interno degli spazi domestici e le misure di distanziamento sociale sono diventate il leitmotiv di questi mesi. Ci sono state somministrate per tracciare dei confini, fisici e comportamentali, dando forma a un sistema rigido e stanziale di “nastri” da non oltrepassare, pattern pavimentali grafici in cui disporci ordinati e isolati.
L’esperienza open air si pone, quindi, l’obiettivo pratico di creare strumenti che possano giocare con l’unità di misura della distanza, avendo come fine ultimo non l’isolamento bensì la relazione.
VENERDÌ 26 COLONNA DI TRAIANO
HISTORYBOARD. L’arte di raccontare una storia.
Presieduto da
Filippo Cosmelli - Founder & Creative Director at IF · Unique Art Experiences
Umberto Cardeni - Regista
Lo studio e l’analisi del fregio che fascia la colonna di Traiano, che racconta in oltre 150 scene le vittoriose campagne dell’imperatore in Dacia, sarà lo spunto per capire come dividere una storia di 30 secondi, il tipico tempo di uno spot pubblicitario, nelle singole scene e inquadrature che compongono il suo storyboard.
VENERDÌ 26 PONTE DI CASTEL SANT’ANGELO
I 10 ANGELI DI PONTE SANT'ANGELO
Presieduto da
Daniela Ubaldi - Giornalista professionista e Responsabile Cultura nella principale agenzia radiofonica italiana
Iconografia e iconologia, leggere il sacro e il profano attraverso caratteristiche e attributi dei dieci angeli di Ponte Sant'Angelo. Un percorso di statua in statua per scoprire il significato semiotico del luogo.
ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN
Anna Silvia Angelini
“La violenza declinata”di Anna Silvia Angelini, è un libro che più che parlarci della violenza contro le donne, è una specie di manuale di prevenzione prima e di aiuto poi per tutte quelle donne che della violenza maschile sono vittime. Non potrebbe essere diversamente in quanto Angelini è presidente del
Centro di ascolto antiviolenza “Uscita di sicurezza”.Il libro vuole essere una profonda riflessione sulle strategie e sulle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza maschile proprio partendo dal ruolo fondamentale che i centri antiviolenza svolgono sul territorio. Gli slogan restano tali se non si agisce in maniera incisiva e coordinata fra tutti gli attori che hanno titolo per intervenire: Regione, Comune, Asl, forze dell’ordine, tribunali, consultori, centri antiviolenza, ecc..
Quello che emerge dal libro di Angelini e che dalle parole (tante) occorre passare all’azione, come la stessa autrice fa come responsabile del Centro di Ascolto antiviolenza “Uscita di Sicurezza” di cui si occupa insieme ad un consolidato staff di professionisti, operante sul territorio di Anzio e Nettuno.
Perché il titolo “violenza declinata”? Perché la violenza può avere varie facce: il fine comune di tutte le violenze è che il più forte esercita un sopruso sul più debole, ma soprattutto che non c’è una sola violenza, quella fisica, ma può essere anche psicologica e verbale. Qualunque tipo di violenza sulle donne poi è una violenza strutturale perché basata sul genere. Ecco perché all’omicidio di donne è stato attribuito il nome di femminicidio, proprio per sottolineare che è il genere alla base della violenza. Anche qui come per i migranti si evidenzia una sostanziale differenza fra il percepito e la realtà. Infatti mentre il numero delle donne uccise si mantiene stabile, intorno alle 130 per anno, la percezione comune è che questi reati siano aumentati. Al contrario gli omicidi di uomini compiuti soprattutto dalla criminalità organizzata sono notevolmente diminuiti. Quello sul quale non si riflette abbastanza è l’uso del corpo femminile, ovvero la donna resa oggetto, merce, un corpo che viene usato nelle immagini (pensiamo a quelle della pubblicità) ma anche un corpo che viene sessualizzato nello stesso linguaggio che usiamo quotidianamente.
E allora che fare? Angelini vede nell’educazione, a partire fin da piccoli, l’unico argine ad una violenza che abita nel fondo di ciascuno di noi. Occorre che fin da piccoli ci si abitui ad accettare un no, un rifiuto, in sostanza “un limite” che poi crescendo assume l’atteggiamento del rispetto. Un limite che deve trovare spazio anche nelle relazioni d’amore: non dobbiamo ciò crescere con l’idea della dipendenza da un solo amore, fosse anche il più grande. Quante volte sentiamo frasi “per sempre”, “tu sei tutta la mia vita”e poi quando quell’amore “totalizzante” viene meno, soprattutto l’uomo crolla come un castello di carte e il mostro che è in lui prende il sopravvento: ed è violenza.
La violenza contro le donne, è un problema sociale in aumento nonostante si parla tanto di prevenzione.
Un fenomeno in continua crescita, le statistiche parlano chiaro ogni due giorni in Italia una donna viene uccisa dal compagno, per non parlare di tutti gli altri tipi di violenza assistita sommersi.
La principale causa di omicidio è rappresentata da conflitti nella coppia, che spegne il desiderio dell’amore e fa emergere tutte le pretese e il possesso esercitato dall’uomo nei confronti della donna.
La violenza di genere è un fenomeno ancora sommerso, sono tante le donne che non parlano con nessuno della violenza subita, sono ancora poche le donne che si rivolgono ad un centro antiviolenza o in generale ad un servizio specializzato, é essenziale la prevenzione,
Per questo motivo le politiche di sensibilizzazione sono essenziali per trasmettere il messaggio che parlare della violenza subita ed entrare in contatto con le istituzioni e i servizi dedicati costituiscono una preziosa fonte di aiuto.
le forze dell’ordine devono essere piú attivi nella prevenzione, non é un caso, infatti, che nella maggior parte dei casi di femminicidio le donne o avevano già denunciato, ma il pericolo è stato sottovalutato, o non hanno denunciato per paura di ulteriori violenze, vivendo in un contesto sociale che ancora le colpevolizza e giustifica i maltrattanti.
Anna Silvia Angelini