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Premio Edela, a Roma una luce sugli orfani di femminicidio: «Non possono essere lasciati soli»
21:59Premio Edela, a Roma una luce sugli orfani di femminicidio: «Non possono essere lasciati soli»
A Palazzo Wedekind la quarta edizione dell’iniziativa promossa dall’associazione presieduta da Roberta Beolchi. Riconoscimenti a esponenti delle istituzioni, della giustizia, della cultura, dello sport e dell’informazione
Accendere una luce sugli orfani di femminicidio, mantenere alta l’attenzione sul dramma della violenza di genere e valorizzare professionalità, testimonianze e impegno di chi contribuisce a costruire una cultura della prevenzione e della responsabilità. È questo il significato della IV edizione del Premio Edela, ospitata nella prestigiosa cornice di Palazzo Wedekind a Roma.
Un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più significativi dell’attività dell’Associazione Edela, realtà fondata e presieduta da Roberta Beolchi, nata con una missione precisa: sostenere gli orfani di femminicidio e accompagnare le famiglie affidatarie nel difficile percorso che segue alla perdita della madre.
condurre la cerimonia di consegna dei premi è stato l’avvocato Cataldo Calabretta, docente universitario, esperto di cronaca nera e giudiziaria e professionista da anni impegnato nel mondo dell’informazione e della divulgazione. Una competenza maturata tra diritto, comunicazione e cronaca che Calabretta mette anche a disposizione dell’Associazione Edela in qualità di componente del Comitato scientifico.
La sua presenza ha rappresentato anche una testimonianza di un impegno professionale rivolto a promuovere una corretta informazione sui fenomeni della violenza di genere e sulle conseguenze che essi producono sulle vittime e sui loro familiari.
Il Premio Edela è stato assegnato a personalità provenienti dalle istituzioni, dalla magistratura, dall’università, dall’informazione, dalla cultura, dalla società civile e dall’impegno sociale, accomunate dalla volontà di contribuire, attraverso il proprio ruolo, a una maggiore consapevolezza collettiva.
dedicata ai bambini e ai ragazzi che hanno perso la propria madre a causa della violenza.
Tra i premiati anche Chantal Hamende, direttore esecutivo di Fondazione Terna, per il suo impegno professionale e per l’attenzione ai temi della responsabilità sociale; Caterina Belletti, presidente di FS International; Anna Silvia Angelini, scrittrice e presidente AIDE associazione Indipendente Donne Europee;Giacomo Coppola e Jessica Dalla Fontana, per il contributo offerto attraverso le rispettive attività e realtà professionali.
Un riconoscimento particolare è stato assegnato a Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Bullismo e Disagio Giovanile, per il suo impegno nella prevenzione del bullismo, del disagio e delle forme di violenza che coinvolgono le giovani generazioni. A ritirare insieme a lui il Premio Edela sono state Annalisa Minetti, cantante, atleta e protagonista di numerose iniziative di carattere sociale, e Alessia Pieretti, campionessa mondiale di pentathlon, che hanno condiviso il riconoscimento e il significato della serata.
Il Premio è stato conferito anche a Javier Zanetti, ex capitano e attuale vicepresidente dell’Inter e presidente della Fondazione Pupi, che ha ricevuto il riconoscimento attraverso una rappresentanza, per il suo impegno nel campo della solidarietà e della tutela dell’infanzia.
Ma è stata soprattutto la presenza di chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze del femminicidio a dare alla serata un significato particolarmente intenso.
Alla cerimonia ha partecipato Marco Sancandi, orfano di femminicidio. La sua presenza ha rappresentato una testimonianza concreta di ciò che resta dopo la violenza e della necessità di accompagnare chi, dopo aver perso una madre, deve trovare la forza e le opportunità per ricostruire il proprio futuro.
Presente anche Valentina Belvisi, orfana di femminicidio, che ha trasformato la propria esperienza personale in un impegno concreto al fianco di Edela, diventando una voce per gli orfani di femminicidio e per le donne vittime di violenza.
A leggere le motivazioni dei premiati è stata l’attrice Eva Lucchini, che ha avvicinato il proprio percorso artistico all’attività di Edela attraverso il musical Regina dei cuori, contribuendo a sostenere il progetto estivo dell’associazione dedicato a sei bambini orfani di femminicidio.
Anche i premi hanno raccontato simbolicamente il messaggio della serata. Realizzati dall’artista Letizia Moroni, si ispirano alla libellula, scelta come simbolo di trasformazione e rinascita: un’immagine particolarmente significativa per rappresentare il percorso che Edela cerca di costruire accanto ai bambini e ai ragazzi che hanno perso la propria madre a causa della violenza.
La IV edizione del Premio Edela ha così riunito mondi diversi – istituzioni, giustizia, informazione, cultura, arte, sport e società civile – intorno a un tema che non può essere affrontato soltanto nel momento dell’emergenza.
Il messaggio dell’associazione presieduta da Roberta Beolchi guarda infatti soprattutto al dopo. Perché quando una donna viene uccisa, la violenza non finisce con quel delitto: continua nelle vite dei figli, nelle famiglie affidatarie, nei percorsi di crescita e nelle ferite che devono essere accompagnate e sostenute.
Ed è proprio su quel “dopo” che Edela sceglie di accendere la propria luce.
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